Cosenza : riflettere e combattere.


Per noi e’ troppo semplice esprimere solidarieta’ e complicita’ ai condannati.

E’ necessario, ma non basta piu’!

La lunga scia mitologica dell’altro mondo possibile continua a lasciarsi dietro gli effetti nefasti di questo mondo, se possibile, ancora peggiorato.

La generosa ondata di rivolta contro vertici e padroni del mondo ha lasciato presto il posto ai cannibali della politica, lasciando imputata, processata e condannata un’intera generazione.

Soli, rigettati nel ghetto di movimento, lontani dalla societa’ civile che si intendeva contaminare.

Soli, senza strumenti reali di difesa collettiva, abbandonati alla residualita’ .

Non basta piu’ scampanellare piazze sempre meno frequentate, e mal frequentate.

Non bastano gli appelli alla pluralita’, quando questa contiene tutto, ed il contrario di tutto, quando questa contiene condannati e delatori.

Oggi, in queste stesse ore delle condanne, a Davos, si svolge indisturbato l’ennesimo vertice dei padroni del mondo.

Dove e’ finito il movimento?

Certo, molti becchini lo hanno voluto morto, alla ricerca del mangime di stato, in parlamento od in circoscrizione.

Ma anche questa verita’ non basta.

Forse e’ giunta l’ora di chiudere il conto con il “movimento per il movimento”, cosi’ come e’ giunta l’ora di dire con chiarezza che la globalizzazione e’ un processo storico inarrestabile, al cui interno, pero’, si celano i nodi della contraddizione incompatibile.

Si tratta di portarli allo scoperto, e di scioglierli in senso rivoluzionario.

Altro che chiacchiere, e solidarieta’ di facciata.


coordinamento per l’autonomia di classe